Trascorriamo buona parte della nostra vita in spazi chiusi, siano le pareti domestiche o di un ufficio, in fila
alla posta, in un centro commerciale, ancora più spesso nell’involucro di una automobile, di un bus di una
metropolitana. Spesso cioè viviamo in luoghi che potremmo “per contrasto” definire “all’aria chiusa”.
La coscienza crescente sull’inquinamento atmosferico ci fa pensare che gli spazi protetti siano da
preferire all’aria aperta, dimenticando che invece gli ambienti avvolti da mura, vetrate, coperture…………….
rappresentano spesso, in assenza di precauzioni, una concentrazionee di batteri, polveri nocive, fumi o gas,
particolati…………..Se non possiamo quindi intervenire individualmente nei luoghi pubblici, qualcosa possiamo
prevedere nel guscio della nostra casa, dove peraltro, includendo le ore di sonno, trascorriamo la parte
più lunga ed importante della nostra vita. Possiamo vivere “ad agio”, ricercando le forme ed i modi del nostro
benessere, scoprendo poi che vivere meglio, oltre a sottolineare un rispetto verso noi stessi, rappresenta
un rispetto verso l’ambiente, anche nel significato di ridurre gli errori, gli sprechi e rappresentare un risparmio
soggettivo e sociale.
Spesso infatti i luoghi sono mal climatizzati, troppo caldi o troppo freddi, troppo asciutti o troppo
umidi, troppo rumorosi, troppo bui o troppo luminosi…………….
Un ambiente non adatto, mal progettato o mal realizzato sia nei materiali che negli impianti, può provocare
semplici patologie quali mal di testa, nausea, stanchezza, fino ad irritazioni cutanee, alle vie respiratorie,
agli occhi, allergie……………. Tal volta la causa può essere il cattivo funzionamento della ventilazione o
uno squilibrato sistema di diffusione di caldo-freddo, o la materia prima con cui sono realizzati gli arredi
(vernici, collanti, solventi), il semplice inquinamento acustico, la presenza di muffe e batteri sulle pareti.
COSA FARE?
Un buon punto di partenza è quello di “progettare bene”, con le necessarie cognizioni, un edificio nuovo,
privilegiando materiali da costruzione ecosostenibili, di cui si conoscano l’origine, la composizione e gli
eventuali effetti sull’essere umano, prevedendo poi impianti tecnologici che facciano ricorso ad energie rinnovabili,
studiando l’esposizione ed adeguando la luce naturale ai singoli ambienti, proteggendo pareti e
parti vetrate da disperzioni di energia, ottenendo così vani salubri e confortevoli.
Se invece si deve intervenire su abitazioni già realizzate l’approccio sarà più analitico e mirato, cercando
di eliminare i difetti più evidenti, consci del fatto che le tecnologie a disposizione sono sempre più sofisticate
e meno costose, grazie alla rapida diffusione delle stesse.
INFORMAZIONI UTILI.
* La prima regola per rendere efficiente un impianto di riscaldamento/raffreddamento e gradevole l’ambiente
di casa, ottenendo un sensibile risparmio di gestione, è di trattenere il tepore/fresco prodotto all’interno
e di rallentare il caldo/freddo proveniente dall’esterno. Per ottenere qusto risultato è necessario
“coibentare” le pareti esterne dell’abitazione (facciate, solai, sopratutto coperture) inclusi tutti gli infissi
(portoni, porte finestre e finestre, sopratutto i vetri). La coibentazione può essere applicata fuori (cappotto
esterno), entro le pareti (a intercapedine) o dentro casa (cappotto interno). E’ evidente che il cappotto esterno
risulti il più efficace per abbattere i “ponti termici”, ma è anche il più complesso (se in condominio presuppone
un accordo tra gli inquilini, se in abitazine singola necessita comunque di interventi sulle soglie e comunque
di un ponteggio). La coibentazione ad intercapedine, se non prevista in fase edificatoria, ha la sola
opportunità di “insufflare” materiale a secco (argilla , perlite, vermiculite……..) entro la “cassa vuota” tra
laterizio esterno e laterizio interno. E’ poco invasiva (necessitando di semplici fori nelle pareti dall’interno),
ma non da’ garanzie di continuità e di valore equivalente ( il prodotto insufflato potrebbe non distribuirsi
bene ed in modo omogeneo). Nel caso di condomini non concordi o di isolamenti ad intercapedine non semplici
o possibili, resta l’opportunità del cappotto interno, applicando da dentro casa su tutte le superfici
esterne pannelli a secco di 3-4 cm. o più senza alterare che di pochi decimentri quadrati la superficie dei
singoli vani.In tutti i casi, ma espressamente nel caso del cappotto interno, è opportuno utilizzare materiali
naturali e traspiranti, per eliminare effetti condensa. E’ bene far notare che un intervento sulle pareti interne
può agevolare anche rettifiche o rifacimento degli impianti, in particolare per quello elettrico.
* Cosa fare nei punti fragili.
L’equivalente del cappotto sulle pareti è la sostituzione degli infissi, considerati punto critico della disperzione
termica. Normalmente (tranne cioè che nelle costruzioni storiche, che non abbiano subìto interventi di
ristrutturazione) finestre e porte finestre sono dotate di un “controtelaio”, che le rende facilmente smontabili
e sostituibili. La scelta di un buon infisso oggi è molto più facile, stante il buon livello dell’offerta, maturata
in qualità ed efficienza. Dopo aver scelto il materiale( Legno – PVC – alluminio) a seconda della preferenza
soggettiva o delle regole condominiali, la prima accortezza è quella di controllare le battute e le guarnizioni
tra anta e telaio. Poi è importante verificare la tipologia e lo spessore dei vetri, dotati di pellicole bassoemissive,
obbligatoriamente doppi, ancor meglio se tripli. Ogni infisso realizzato industrialmente deve essere
accompagnato da indicazioni sui valori di trasmittanza sia per l’infisso che per il vetro. Va’ poi
sottolineato che un’ottima finestra può essere resa inefficace o perdere buona parte delle sue caratteristiche
se non si interviene sulle soglie (se in pietra o in marmo vanno “tagliate” e dotate di controsoglia o ricoperte
internamente), o ancor più sulle guarnizioni tra controtelaio e telaio, normalmente affidate a schiume poliuretaniche,
ove sarebbe invece necessario applicare nastri adesivi autoespandenti, che sigillino energicamente
e durevolmente, eliminando gli “spifferi” sotto le mostre e le cornici. Sempre riguardo agli infissi uno dei
“ponti termici”, ovvero dei punti in cui si verifica una più forte dispersione di caldo-freddo è il cassonetto
degli avvolgibili, difficilmente coibentabile, per il rapporto diretto con l’aria esterna del contenitore del
rullo, se ne possono migliorare le condizioni, ma resta pue sempre un punto critico.
Suoni e Rumori:
*La condizione per una buona acustica dentro casa è quella di eliminare i suoni cattivi,osia i rumori.
L’orecchio umano percepisce una varietà di suoni graditi o tollerati fino ad un valore in cui la loro frequenza
ed intensità non li trasformano in un vero e proprio fastidio, per lo più psichico, nocivo al punto difarci
parlare di vero e proprio “inquinamento acustico”.
Come già detto per il cappotto termico, un valore aggiunto parallelo è quello di introdurre l’effetto di fonoassorbenza,
(cuffia acustica) riducendo sensibilmente i decibel, impiegando vetri e pannellature adeguati.
Si può calcolare che attraverso l’utilizzo di questi semplici accorgimenti si ottenga una riduzione dell’impatto acustico di molti decibel.
La percezione di benessere:
Quando entriamo in un ambiente chiuso i nostri sensi vengono sollecitati da fattori ambientali quali la temperatura
atmosferica, il grado di luminosità e di sonorità. Se avvertiamo una sensazione di benessere, ciò significa
che entro quella casa vi è un corretto rapporto di tepore o fresco, (a seconda della stagione), una
giusta percentuale di umidità relativa, una buona illuminazione e, se in un ambito urbano e rumoroso, una
efficace insonorizzazione. Ciò determina percezione di benessere, stimolata sopratutto dal “senso termico”
(il senso che trasmette ai nostri ricettotri epidermici la temperatura dell’aria), oltrechè della vista, dell’udito
e in ultimo dell’olfatto.
Il senso Termico
Questa percezione coinvolge letteralmente gli scambi di calore tra noi e l’ambiente in cui ci troviamo.
I ricettori sono cutanei ed è proprio sulla nostra pelle che leggiamo la temperatura, l’umidità ed il movimento
dell’aria. Seppur condizionati dall’attività svolta dalle persone dentro casa e dal tipo di abbigliamento indossato,
i termini fissati dalle normative vigenti stabiliscono un valore tra i 17,5 e i 21,5 gradi centigradi per la
temperatura interna invernale e tra i 19 e i 24 gradi centigradi per la temperaturta interna estiva.
Per l’umidità relativa la percentuale ottimale oscilla tra il 45 ed il 55%. E’ bene notare che un errato rapporto
tra temperatura ed umidità può falsare la sensazione di caldo-freddo tantochè si utilizza il termine di “temperatura
percepita” diversa da quella “reale”, ogni qualvolta l’eccesso di umidità esalta il valore della temperatura
stessa. Un’alta percentuale di umidità nell’aria cioè ci fa’ sembrare più caldo o più freddo un ambiente.
Per la ventilazione o movimento dell’aria (fattore che incide sui due precedenti) lo spostamento dovrebbe
essere leggero ed assestarsi su una velocità di 0,2 m/sec. per non creare fastidio. In definitiva la percezione
di benessere termo igrometrico è la risultante dei vari fattori esterni che interagiscono con il corpo umano.
Quanto più la sommatoria della temperatura dell’aria di una stanza, unita alla temperatura delle pareti e degli
oggetti di arredo, somiglia o eguaglia la temperatura corporea, tantopiù netto risulterà lo star bene in quel
luogo. Da ciò scaturisce evidente la preferenza nell’impiego dei materiali da costruzione di “cattivi conduttori”,
(o buoni isolanti) che trattengano all’interno la temperatura scelta con una chiara riduzione di sprechi
di energia.
La Vista
Se ci è abbastanza facile avvertire il piacere di una giusta temperatura, non altrettanto accade per gli altri
sensi. La vista ad esempio viene coinvolta sia dall’ intensità della luce naturale od artificiale, che dal colore
dell’ambiente circostante. Dopo aver sottolineato che è la luce a dare colore ai colori, possiamo affermare
che la gradevolezza di questo fattore ambientale è talmente soggettivo che la miglior garanzia per la
percezione di benessere visivo sarà quella di prevedere una regolazione dell’intensità. Quindi oscuranti e
frangisole, tende e diffusori per la sorgente naturale solare e potenziometri, dimmer per le fonti luminose artificiali.
Compito di una buona progettazione sarà quella di creare l’opportunità sia di poter usufruire di una
quantità massima di luce che di poterla regolare, a seconda delle situazioni e degli stati d’animo di coloro
che stanno in quell’ambiente. Luce interna e diffusa o penombra circoscritta, a scelta.
L’udito
L’udito, sopratutto nelle abitazioni urbane è un senso da proteggere. La vita contemporanea tende a penalizzarne
la sensibilità, travolti da un eccesso di suoni che spesso diventano rumori. Un primo accorgimento è
quello di sbarrare l’accesso alla casa al frastuono esterno. Una volta ottenuto questo risultato occorre provare
a migliorare la risonanza acustica dei singoli ambienti, con attenzione ai materiali impiegati, alla disposizione
degli arredi, alla ubicazione delle sorgenti sonore e dei diffusori.
L’olfatto
L’olfatto è sicuramente il senso meno sollecitato, se non in condizioni limite o in luoghi ammalorati. Se non
siamo in presenza di muffe o di cattivo funzionamento dei sifoni degli impianti di scarico, la percezione di
benessere olfattivo sarà relazionata alla qualità dell’aria, scambiata frequentemente con ventilazione diretta
o forzata e dagli “aromi naturali” introdotti negli ambienti. Non sempre infatti siamo consci delle qualità benefiche
apportate da odori e profumi, derivati da erbe, fiori, radici di piante, qualità che hanno poi dato origine
a quella conoscenza specifica chiamata “aroma terapia”.
La qualità dell’aria
Fino a pochi anni fa’ le case costruite in pietra, legno, laterizio non disponevano di una buona sigillatura di
porte e finestre. Ne derivava che l’aria interna subisse frequenti scambi con l’esterno ottenendo così una
naturale regolazione di umidità e purezza. Da tempo le costruzioni sono realizzate con strutture miste,
spesso telai in cemento armato, tamponatura in laterizio con trattamento esterno in tinteggiature non o poco
traspiranti, solai e coperture in latero cemento o in legno, con materiali impermeabilizzanti di origine bituminosa
o plastica, infissi a tenuta termica. L’aria dentro casa spesso è “viziata” anche dalla presenza umana
( il nostro corpo emette CO2), dai fumi e dai vapori delle cucine, dagli stessi mobili con polveri sottili trattenute
da tendaggi, tappeti e dai nostri stessi vestiti. Pertanto è necessario sostituirla meccanicamente, attraverso
scambiatori di calore che estraggono l’aria impura ed immettono aria fresca e filtrata, recuperando fino
all’80% della temperatura interna, che perderemmo aprendo le finestre.