Gruppo Di Acquisto

Noi proponiamo le dimore, con tutti i crismi, collocabili su aree che abbiamo precedentemente individuato. Gruppi di unità mono, bi o plurifamiliari, inserite in un piano più grande. Nessun singolo potenziale acquirente è in grado di affrontare una progettazione di un intero comparto, per poi realizzare la sua abitazione. In passato questo ruolo era svolto da un imprenditore – finanziatore che, acquistato il terreno, realizzava l’ intero progetto per metterlo in vendita ad un prezzo che garantisse un utile adeguato, troppo spesso esagerato. Oggi, in presenza di uno stallo nel mercato, nessuno vuole più rischiare, anche in presenza di un esubero di offerta rispetto ad una domanda ridotta. Non v’è dubbio che la “via di uscita” sia quella di qualificare la proposta immobiliare e di contenerne il costo. E ciò è possibile solo se si organizza la domanda e si riducono gli oneri dei passaggi. Rapporti diretti e certezza dei costi e dei tempi di esecuzione. 

Introduciamo anche nella progettazione e costruzione edilizia concetti quali “filiera corta” e “gruppo d’acquisto” solidale.

La garanzia della qualità di un prodotto si fonda sulla “eccellenza della materia prima impiegata” e sulla “riduzione delle intermediazioni”. Quindi transazioni dirette e controllo di qualità, due aspetti essenziali per far scaturire il principio della “fiducia”, termine ormai negletto anche per l’ assenza di un qualsiasi rapporto tra le parti in causa.

Le parti coinvolte infatti sono troppo spesso in contrasto, da una parte l’ investitore, che per definizione deve perseguire un utile, il maggiore possibile, per l’ investimento e dall’ altra, il futuro fruitore del bene, la casa, che desidera ottenere il miglior prodotto sul mercato, secondo le possibilità economiche disponibili. 
Nel nostro paese ove, per uno storico ritardo nella industrializzazione dell’ economia unito ad un eccesso di domanda di abitazioni, troppo spesso l’ imprenditore edile (l’ edilizia è un ramo della produzione ancora legato in Italia a consuetudini e tecnologie antiche) è impersonato da un ex muratore, un professionista o un commerciante che vuole dar maggior profitto ai suoi investimenti. Il segreto del “facile” successo è stato fino a qualche tempo fa determinato dal basso valore dei terreni e , come già detto, dalla richiesta sempre maggiore di case.
Avidità di guadagno e ottusità imprenditoriale ( nel non aver saputo pre-vedere i prodromi di una crisi di sistema ), hanno poi condotto, al contrario, ad una sovraproduzione del bene casa, unito ad una sempre minore qualità costruttiva. E il fenomeno è sempre più peggiorato in presenza del crollo dei prezzi.
Ciò che non è stato colto è proprio il principio fondante del mercato e cioè che, in presenza di troppe costruzioni, andavano proposte soluzioni diverse, più attuali, più tecnologiche, ma sopratutto che soddisfacessero alle aspettative di chi ” vi vive dentro “. 
Con una visione miope si è invece fatto ricorso ad un sempre maggiore risparmio, esasperando l’ utilizzo delle dimensioni delle abitazioni e dotandole di pochi, spesso fasulli richiami pubblicitari.

Riallacciandoci al parallelismo sopra accennato tra alimentazione e abitazione, appare subito evidente che il primo passo verso la reintroduzione di elementi di qualità, definiamoli valori, sta proprio nella riduzione dei passaggi
( appalti che si trasformano in subappalto dei subappalti), nella eliminazione del ruolo del rischio di impresa, facendo sparire l’ imprenditore/investitore, creando un rapporto diretto tra produttore e fruitore. Ci piace sottolineare che anche la casa, come il cibo, “non si consumano”, si fruiscono a metà tra fabbisogno e piacere.

Quindi ” gruppi di acquisto”, cioè di persone che si rivolgano, in un rapporto fiduciario ad una rete ” strutturata e coordinata” di produttori ( progettisti, tecnici,impiantisti, fabbricatori dei componenti edilizi, ma anche enti di finanziamento, legali, notai…), per “destinare” tutte le energie in campo allo studio della migliore soluzione, di 
volta in volta. Tutti avranno un ruolo ben preciso, ciascuno la responsabilità di quanto assegnatogli dalle regole del gruppo, per ottimizzare la collaborazione.

Cosa è la rete Dimora ? È  un nucleo, un assieme di singoli operatori, ciascuno dotato di conoscenza ed esperienza in un diverso ambito professionale, raggruppatosi attorno alla imprescindibile “filosofia” della edilizia ecosostenibile,
con il compito, la “missione”, di selezionare prodotti di eccellenza e tecnologie adeguate, possibilmente italiani, per formulare nuove proposte da realizzare ai “gruppi d’acquisto” solidale( cioè di persone riunite attorno ad uno stesso interesse, la ricerca della casa/dimora, con l’ obiettivo di raggiungere il miglior risultato al giusto prezzo).

Quindi, individuare le opportunità, le aree edificabili o le preesistenze da riqualificare, verificarne la fattibilità, formulare una progettazione tecnica (architettonica, statica e tecnologica), determinarne i costi e cercare i potenziali interessati. Avendo poi come sottotitolo l’ espressione “l’unione fa la forza” o lo slogan ” uniti si vince”, il lavoro di marketing deve rappresentare la fase più importante e delicata, supportata però dalla soddisfazione di 
“offrire migliore qualità” e la gratificazione poi di aver realizzato qualcosa di utile e buono.

Il nucleo guida, la Dimora Responsabile, avrà come collaborazione permanente la presenza di esperti in ambito fiscale, giuridico e finanziario con il compito di individuare le soluzioni appropriate ad ogni singolo progetto, studiando le regole per mettere in essere un nuovo gruppo d’ acquisto.
Dopo la individuazione dei terreni su cui intervenire va formulato un dettagliato studio di fattibilità  ( costo richiesto per le aree edificabili, confronto con le amministrazioni per la verifica degli oneri correlati per “urbanizzazioni”, “bucalossi, “sistemazioni del terreno”, formulazione delle possibili tipologie abitative, progettazione di massima con studio dei costi si costruzione, ipotizzati sulle caratteristiche geologiche, sulle scelte tecnologiche e del livello di finitura). Tutto questo determina il prezzo delle abitazioni, incluso il piano finanziario con il contributo di istituti di credito, e a questo punto può iniziare il vero lavoro di marketing, la ricerca dei possibili acquirenti attraverso una pubblicizzazione mirata, con l’ impiego di elaborati grafici bi e tridimensionali utilizzati sia su cartelli, pieghevoli, ma  la collaborazione di agenzie immobiliari affiancate, la commercializzazione in rete….., ma sempre con la finalità di aggregare persone affini, cioè con bisogni simili, con condizioni economiche analoghe, per determinare una 
” nuova comunità “.

Il cuore del progetto è quello di esaminare, confrontare e vagliare le migliori opportunità per “rilanciare la economia delle costruzioni”, attraverso la individuazione di tutti modi possibili per ridurre i costi, nel pieno rispetto della qualità del lavoro e delle materie impiegate. Forse questo è un obiettivo realizzabile, se soltanto ci si rivolge al contributo della moderna tecnologia applicata ai reali bisogni delle persone, alle quali è destinata la Dimora. 
Studio, conoscenze comparate, confronto con i sistemi costruttivi di paesi a noi prossimi, aperture a discipline attente al comfort abitativo.