I Nostri Lavori

Il progetto Dimora, in nome del rispetto dell’ ambiente e quindi dell’ impatto minimo sul paesaggio e sul territorio circostante, predilige abitazioni che non prevedano scavi aggressivi e movimenti di terra che alterino le sagome del terreno. Quindi propone case prive di piani interrati, se non obbligati dall’ andamento inclinato del sito su cui si deve intervenire. Di norma tra l’ altro i livelli completamente o parzialmente ricavati sotto il terreno comportano costi sensibilmente più alti, proprio per la necessità di contenere le spinte e di evitare le infiltrazioni.
Se reso necessario, il piano interrato viene comunque realizzato con la tecnologia del blocco in legno/cemento, che prevede in getto armato negli alveoli coibentati. Ciò rende più compatibile l’ intervento, riducendo sensibilmente l’ impiego di calcestruzzo. Con pannelli in analogo materiale  viene poi realizzato il solaio.

Il getto di fondazione

Una volta ben livellato il terreno su cui sorgerà la nuova “dimora”, si effettua un getto di “magrone“, cemento semplice e povero, per creare un piano regolare su cui stendere il manto impermeabilizzante. Tra i sistemi di protezione dalle infiltrazioni e dall’acqua di risalita è stato adottato il telo “bentonitico”, che grazie alle sue caratteristiche di espansione, in presenza di umidità (oltre 4/5 volte il proprio volume), garantisce una totale barriera. A protezione del telo viene poi steso un ulteriore spessore di ” magrone”.

A seconda dei calcoli dello “strutturista”, si realizzano poi le fondazioni, a platea o a travi e vespaio.
Tendenzialmente il sistema Dimora predilige la soluzione a travi in calcestruzzo con interposto vespaio aerato in moduli di polietilene riciclato. Il vespaio consente il posizionamento dei pozzetti e delle condotte di scarico prima del getto, lasciando opportuni fori in corrispondenza delle travi, fino all’ esterno della costruzione.

Il getto, eseguito con una pompa per una migliore e più rapida distribuzione del cemento, colmera’ simultaneamente i casseri delle travi e gli interstizi dei moduli vespaio, opportunamente armati con una rete elettrosaldata.
Telo bentonitico ( Diasen, Volteco…)
Vespaio aerato ( Geoplast,Daliform. ..)

Pareti controterra impermeabilizzazione e Solaio

Nel caso di piani totalmente o parzialmente interrati, il sistema Dimora prevede l’ impiego di blocchi in legno/cemento, con coibentazione aggiuntiva negli alveoli, da riempire con cemento e barre di ferro verticali e orizzontali  tra le diverse file della parete. Il legno/cemento ( impasto di “cippato” di abete certificato,pietrificato e cemento), è materiale ignifugo, immarcescibile e traspirante, ad elevato isolamento termico e acustico.

Le pareti così realizzate vengono impermeabilizzate con il medesimo telo bentonitico, protetto a sua volta da pannelli drenanti, modulari ad incastro sempre in polietilene riciclato.  Pannello “defender” Geoplast.
Con il medesimo impasto si realizzano anche i pannelli solaio, dotati di travetti metallici e “pignatte” in eps, sughero o canna palustre, per un isolamento ecologico e performante.
Blocchi in legno/cemento (LegnoBloc, Isotex. ..)

Struttura in legno

A seconda dei casi ed in funzione anche dei piani della costruzione si possono prevedere strutture “a telaio” o in
Xlam. Per edifici più piccoli, fino a un massimo di tre livelli, il sistema Dimora adotta la soluzione a telaio, che consente una ottimizzazione delle prestazioni energetiche, grazie all’ inserimento nella parete, tra pilastro e pilastro e tra pilastro e trave, di uno spessore considerevole di materiale isolante ( 15/ 18 cm a seconda della parete).

Si inizia la costruzione con il posizionamento delle piastre di ancoraggio, in ferro zincato, fissate alla fondazione tramite “barre filettate” inserite nei fori praticati nel calcestruzzo, trattenute con resina e bullonate. Grazie a detti bulloni, doppi sopra e sotto per ogni barra, si ottiene il perfetto piano di partenza. A queste piastre vengono poi fissati i pilastri della struttura in legno, collegati tra loro, a livello fondazione.

Una volta posizionati pilastri, travi e pannelli parete, si dispone la orditura del solaio intermedio, attraverso il posizionamento di travetti ripartitori ad incastro sulle travi e di un sovrapposto tavolato in abete da cm 2,5 o di pannelli in legno/cemento.

Al di sopra di questo piano, dopo aver stesi gli impianti tecnologici, va realizzato un massetto a secco, coibentato e insonorizzato, rifinito nella parte superiore per il definitivo incollaggio delle pavimentazioni

Con analoga orditura vengono poi posizionati gli arcarecci della copertura, posati ad incastro sulle travi principali.
Sopra di essi si applica un tavolato in abete maschiettato, o in pannelli di legno cemento, se in presenza di controsoffittature, su cui viene steso il telo di barriera vapore, la coibentazione in fibra di legno di cm 12 ad alta densità, un pannello in OSB3 di cm 1,8 , una guaina impermeabilizzante traspirante su listellatura in abete e al di sopra il manto di tegole in laterizio o cemento.

Perimetralmente il tetto viene rifinito con una scossalina in lamiera di alluminio lungo le falde e con una grondaia, sempre in alluminio di colore vario, lungo i lati di raccolta delle acque meteoriche (foto 19/20/21/22/23).
Per una migliore protezione dal passaggio d’ aria, tutti i giunti tra pannello e pannello sono protetti da nastri antispifferi Siga.  Il cappotto esterno viene realizzato preferibilmente con materiale rigido, per una maggiore resistenza meccanica ( urti, tasselli e chiodi….) di almeno 5 cm in Celenit N/C,  fissato mediante tasselli a fungo,dopo una mano di collante Weber therm ap 50 pronto A e  successivamente rasato con lo stesso prodotto su un supporto in rete aggrappante in fibra di vetro e intonacato con Weber coat. Il coefficiente di trasmittanza della parete è  Uw = 0,159  W/mqK . La trasmittanza della copertura è invece  Uw = 0,261 W/mqK.

Infissi esterni – Linea Basic

Si possono installare anche infissi in legno, legno/alluminio, in alluminio, il sistema Dimora tuttavia prevede,
per il buon rapporto qualità /prezzo,l’ inserimento di profili in pvc rigido, antiurtizzato e stabilizzato, capace sia alla stabilità alla luce sia di resistenza alle forti escursioni termiche, secondo la norma Uni En 12608, per la zona climatica Italia.
Soluzione con telaio a 6 camere, con doppia guarnizione, sistema di tenuta “a giunto aperto”, con telaio fisso provvisto di 2 guarnizioni elastiche flessibili ad elevato isolamento termico ed acustico. Per le porte finestre sono previste soglie a taglio termico all/pvc ribassate, ai sensi di legge sulle barriere architettoniche. I vetri di serie
BE+Gas Argon + Canalino Caldo, spessore 4/16/4, hanno trasmittanza Uw pari a 1,25. Gli infissi non protetti da sistema di sicurezza meccanica (serra solare), sono dotati di vetro antisfondamento con lastra 33.1 basso emissivo top N temperato, camera 15 Argon/lastra 55.1.

Infissi esterni – Linea Plus

In variante è previsto un profilo a 7 camere, con le medesime caratteristiche sopra riportate, ma con tripla guarnizione, doppia vetrocamera e rinforzi in acciaio zincato a caldo lungo il perimetro di telaio e anta.
In entrambi i casi, tra telaio fisso e struttura in legno, viene applicata una doppia protezione, sia a nastro termoespandente, sia con schiuma elastica, sia per la tenuta all’ acqua e al vento, sia contro le perdite di temperatura.
Le soglie su tutti gli infissi sono in pietra, con gocciolatoio esterno e controsoglia in legno per il taglio termico
all’ interno. Tra soglia e struttura in legno viene posato un nastro adesivo impermeabilizzante, con risvolto sui due lati.

Impianto fotovoltaico

La Dimora, per la sua vocazione ambientalistica, prevede in tutte le tipologie l’ impiego di pannelli fotovoltaici per
l’ integrazione all’ erogazione di energia elettrica, con almeno 3 Kwt sin per le costruzioni di dimensioni più piccole.
Inoltre, se le condizioni lo consentono, la scelta progettuale tende ad escludere gli allacci per la erogazione di gas metano, o altri. Ciò significa che il sistema di produzione di calore e raffrescamento viene garantito da “pompe di calore”, aria/aria, aria/acqua, geotermica….
Soluzione Basic
Soluzione a moduli policristallini da 250 Wp, per una potenza minima di 3 Kwp, installati sulle coperture o, se previsto, sul carport.